Oltre al piano di modernizzazione che distrusse i quartieri poveri dal centro città a favore di abitazioni più moderne e civili, negli anni 50, la Dublino Georgiana venne travolta dal ciclone delle politiche di crescita urbana irlandese. Moltissime case del XVIII secolo vennero rase al suolo principalmente nelle zone di in Fitzwilliam street e di St

Entrata di una casa in stile georgiano

Una delle poche entrate in stile georgiano rimaste a Dublino

Stephen’s Green per fa nascere al loro posto palazzi di uffici e uffici del governo. Molto di queste manovre di demolizione-costruzione furono dettate da chi voleva speculare sull’energico mercato immobiliare degli anni 60 fino agli anni 80, non a caso molte di queste nuove costruzioni furono realizzate da sostenitori del governo che ambivano ad affiatarle a funzionari statali come agenzie e dipartimenti governativi. A dimostrazione di queste manovre speculative sono stati trovati documenti e testimonianze che attestano come molti edifici furono costruiti grazie all’approvazione di ministri governativi collegati ai costruttori, talvolta a scapito dei contribuenti e di una giusta e regolare pianificazione Urbana.

Oltre alla smania di costruttori e nuovi affittuari, questo passaggio al ”nuovo” venne spinto anche dalle idee nazionaliste di quel tempo, idee che voleva cancellare tutto ciò che rimaneva del passato coloniale irlandese; l’IRA distrusse la colonna di Horatio Nelson situata su O’Connell Street nel 1966. Questo monumento fu uno dei punti di riferimento di Dublino per più di cento anni ma poco prima del cinquantesimo anniversario dell’Insurrezione di Pasqua, fu fatto esplodere e sostituita nel 2003 con la Dublin Spire, una colonna di metallo affusolato alta 120 metri. Grazie alla sua altezza si vede da chilometri di distanza e per assembrarla venne utilizzata la più grossa gru d’Irlanda.

Statua di Horatio Nelson a Dublino prima della distruzione

Statua di Horatio Nelson a Dublino prima della distruzione. A sinistra l'ufficio postale. Immagine del 1915. Immagine presa da http://irishdancedresscanada.homestead.com/myDublin.html

Con la fine degli anni ’60, le oramai tradizionali manovre di demolizione cessarono e prese il sopravvento la demolizione, con ricostruzione di un nuovo edificio avente la facciata in stile georgiano. Furono molte le zone che vennero ricostruite con queste logiche, come ad esempio Parnell Square, Kildare St., e molte altre. Questa manovra fu vista come un escamotage per i costruttori che potevano, mantenendo un aspetto storico, portare avanti il progresso “dietro” le facciate. Solo dai primi anni 90 si decise preservare i beni storici con più rigore.

Purtroppo non solo i luoghi in cui era vivido i passaggio britannico caddero tra le idee dei costruttori irlandesi; il Wood Quay ad esempio, luogo in cui ci sono i più vecchi reperti vichinghi, venne distrutto per far sorgere al suo posto  la sede centrale del governo locale della città. Di recente si è verificata una situazione simile, e non prima di polemiche, con il progetto dell’autostrada M50 che passava  sul sito del castello Castello di Carrickmines che rappresentava parte del confine sud del “Pale” in epoca medievale.

Tale è stata la voglia di speculare sul settore edilizio che dall’inizio degli anni ’90 sono entrati in funzione una serie di tribunali con lo scopo di indagare riguardo la corruzione che per decine di anni è stata alla base dell’edilizia Dublinese.